Brainstorming Lounge : il networking delle startup

Radio città del Capo, Bologna, 30 Ott 2013

Panel on Emerging Companies : il ponte internazionale per le startup italiane

Stoccolma (Svezia), Global Entrepreneurship Week, Nov 2012

eDinner : i Follower dell'Istituto cenano con gli investitori

eDinner, WellDone Burger, Bologna, 20 Nov 2013

Brainstorming Lounge : l'appuntamento periodico per gli innovatori

Fondazione Alma Mater, Bologna, 29 Maggio 2012

ARENA : aspiranti imprenditori incontrano visionari investitori

Museo del Patrimonio Industriale, Bologna, Global Entrepreneurship Week, Nov 2011

Brainstorming Lounge : l'aperitivo informale per imprenditori, ricercatori e sognatori

"Fare Startup: Mission Possible anche in Italia", Bologna, 22 Feb 2011

InnovAction Lab per l'Emilia Romagna : evento sperimentale con "pitch competition"

Cappella Farnese di Palazzo d'Accursio, Bologna, 16 Giu 2011

Brainstorming Lounge : fertilizzare gli ecosistemi imprenditoriali

Primo Brainstorming Lounge: "Il bello del Networking: materia prima per startup", Alma Graduate School, Bologna, 25 Nov 2010

In Silicon Valley i tre finalisti di Unibo Launchpad: impariamo dagli investitori e temiamo di non voler più tornare indietro

Sono arrivati una settimana fa in Silicon Valley i tre finalisti dell’edizione 2015 del Unibo Launch Pad per la parte finale del loro percorso: una immersione totale di tre settimane nella cultura del posto dove sono nate Airbnb, Whatsapp, Tesla, Google o Apple. Stanno partecipando al programma internazionale TVLP.co insieme ad innovatori provenienti da tre continenti.

“La cosa che più ci ha colpito è che a fare lezione sono professori di famose università come Stanford, Berkeley e Santa Clara ma che prima di essere docenti sono stati imprenditori di successo. Raccontano esperienze vere che hanno vissuto in prima persona” dice Marco Zibordi. Insieme a lui ci sono Simona de Cesaris e Enrico di Oto.

Simona de Cesaris, Enrico di Oto e Marco Zibordi
“I mentori sono investitori. E’ fantastico come riescono a capire bene quello che facciamo anche se è in ambiti industriali anche molto diversi tra loro” dice Enrico di Oto. Il programma TVLP.co, combina lezioni teoriche, mentoring ed evento sociali.

In aula oltre a docenti provenienti dalle più importanti università della Silicon Valley, ci sono il direttore di “Growth” (crescita) di Yahoo e investitori di successo come Steve Goldberg di Venrock, Carol Sands di Angels’ Forum, David Carlick fondatore di Double Click, ma anche “Silicon Valley” star come Chris Yen, investitore ed autore Harvard Business Review con alle spalle anche un libro scritto insieme al fondatore di LinkedIn. Il resto della faculty non è da meno. Tra di loro Naeem Zafar, imprenditore con 6 startup vendute di cui una quotata in borsa.

Parte del programma sono anche incontri con investitori. “E’ incredibile vedere come persone così importanti sono disponibili a dare una opportunità a tutti. Ma il loro tempo dobbiamo sfruttarlo bene e imparare il più possibile” dice Simona de Cesaris. Tra loro hanno incontrato già uno dei partner di Lux Capital, un nuovo fondo con investimenti da circa $5 milioni ciascuno su progetti a forte componente scientifica o il fondatore di Xfund, fondo nato per valorizzare i talenti dell’università di Harvard. Non mancano gli angel di Keiretsu Forum e quelli di Sand Hill Road, gli incontri con imprenditori, startup e grandi aziende tra cui quello con il numero due di BOX in programma per la settimana prossima.

Insieme a loro imprenditori di altre nazioni in un percorso dal ritmo intenso. “Lavoriamo tutti i giorni. Le attività iniziano la mattina alle 7:30 fino alla sera alle 22:00 quando dopo un evento di networking torniamo a casa”. Sono proprio queste le occasioni per creare connessioni con l’ecosistema della SIlicon Valley. “Fantastico è stato l’evento al Madera, il ristorante a Sand Hill Road frequentato dagli investitori dove abbiamo conosciuto tra gli altri il Ceo di Logitech”. La strada dove si trova la maggior concentrazione mondiale di capitale di rischio è a due passi da dove stiamo vivendo, a Menlo Park.

L’avventura è solo all’inizio.

Brainstorming Lounge "Innovazione pervasiva: industrie tradizionali, approccio 4.0", 6 luglio Bologna

Eccolo. Arriva il nuovo Brainstorming Lounge su innovazione pervasiva 4.0. A Bologna il 6 luglio alle 18:00. Di cosa si parlerà?

Sul palco tre imprenditori ci aiuteranno a capire il mondo che cambia. Infatti alcuni campi industriali tradizionali stanno vivendo forti rivoluzioni. Tra questi i mezzi di trasporto, la casa, o le banche che grazie alle tecnologie diventano sempre più intelligenti, verdi e connessi. Si tratta di una R-EVOLUTION 4.0.

In questo Brainstorming Lounge parleremo di alcune delle tecnologie alla base di questa rivoluzione, tra cui i motori elettrici, l’internet delle cose, e intelligenza artificiale. Faremo luce su quello che ci aspetta nel prossimo futuro.

PANEL:
LUCA SPAGGIARI, Co-fondatore e Ceo di Bikee Bike
Startup che produce motori elettrici compatti e ad alte prestazioni. Prima applicazione le biciclette. Il motore di Bikee Bike, progettato in Italia, permette di potenziare una bicicletta fino a riuscire a trainare un fuoristrada o a salire su le rapide strade di San Francisco. Luca Spaggiari ha sviluppato gran parte della sua carriera in Cina e recentemente ha lavorato su Bikee Bike in Silicon Valley.

GIACOMO BARIGAZZI, Co-fondatore e Ceo di Axyon.AI
Le tecnologie di intelligenza artificiale di Axyon.Ai trovano applicazione dalla sanità alle banche. In campo finanziario aiutino a prevedere il cambiamento di prezzi o il rischio di un investimento. Giacomo Barigazzi è co-fondatore di Axyon.Ai e si è formato a Menlo Park, California.

CARLO GIANNELLI, Co-fondatore e Ceo di STOORM5
Startup nata nel 2015 da due ricercatori dell’Università di Bologna per realizzare una piattaforma di Internet of Things che permette di ridurre enormemente costi e time-to-market per lo sviluppo di nuove applicazioni di monitoraggio e controllo remoto, anche grazie alla gestione real-time dell’invio di comandi a dispositivi remoti.

Modera: GIOVANNI CAVALLO, Co-fondatore e Ceo di Sgnam

Vi aspettiamo al Brainstorming Lounge. All'inizio ci sarà il consueti e famoso aperitivo di networking. Ricordatevi le regole: niente giaco o cravatta, viva l'informalità, tanti bigliettini da visita, arrivare puntuali.

L'evento come sempre è gratuito ed è realizzato insieme e grazie alla Fondazione Aldini Valeriani che da poco ha inaugurato il bellissimo spazio BARCAMP GARAGE in via Bassanelli Sario 11 a Bologna.

DETTAGLI E ISCRIZIONE: blounge6luglio.eventbrite.it




L'imprenditore deve sapere comunicare. Tecniche spiegate in Silicon Valley dal fondatore di TED

Saper comunicare non è una caratteristica solo del politico o del personaggio pubblico. Anche chi amministra un'azienda deve essere in grado di motivare i propri dipendenti e spingerli a credere nelle proprie idee. A maggior ragione chi deve iniziare un nuovo progetto imprenditoriale, che è chiamato a giocarsi tutto sulla capacità di promuovere se stesso. Chris Anderson, ideatore e fondatore del TED, ha fornito una serie di suggerimenti a dieci founders italiani arrivati in California con il programma internazionale TVLPx (www.tvlp.co) e selezionati dalla Regione Emilia-Romagna per apprendere il modello della Silicon Valley.

"Un imprenditore non può realizzare la propria visione da solo, ma ha bisogno di altri. Quindi deve coinvolgere altre persone, deve essere bravo a comunicare la propria idea agli altri, in modo chiaro. Questo vale non solo se deve parlare a un gruppo numeroso, ma anche se deve parlare con i propri collaboratori o con gli investitori".

Anderson, che ha da poco scritto il libro "Ted Talks. The official Ted guide to public speaking", ha indicato alcune regole per una buona comunicazione nelle startup. "Deve avere qualcosa di significativo da dire perché non si può parlare se non si sa cosa dire. Se uno ha qualcosa da dire, tutto il resto può essere imparato nel tempo. Il 'public speaking' non può essere qualcosa per te stesso, ma per il tuo pubblico: non si deve vendere qualcosa, ma essere capace di trasmettere qualcosa per suscitare interesse. Un imprenditore deve essere veramente disposto a rimuovere tutte le cose che non sono veramente necessarie per comunicare il proprio messaggio. Bisogna focalizzarsi solo su una cosa e cercare di spiegarla veramente bene".

Mountain View, askanews riporta l'intervista in questo video: http://goo.gl/MU5NsP

Tutto al completo ieri per il Brainstorming Lounge “Partire piccoli pensando in grande”. Ecco la cronaca della serata.

Panel brillante, la pizza gourmet del maestro Michele, stritz, musica e tutta la community del Brainstorming Lounge hanno animato ieri la serata di TIM #Wcap Bologna. Tre imprenditori e due investitori, guidati da un abile moderatore come Alan Borsari, ormai veterano nella conduzione degli appuntamenti Brainstorming, hanno parlato di “Think big, start small”, monito onnipresente per chi vuole avviare un progetto di impresa.

La serata si è aperta con l’aperitivo. Quasi 120 persone, provviste di adesivo con il proprio nome, hanno fatto networking condividendo idee e stringendo nuove amicizie. Di sfondo la performance artistica di Andrea Mangone, cantautore e appassionato di innovazione. Ma l’aperitivo è stato anche occasione di supporto ad una startup bolognese nel settore food: Mozzabella, format di pizza gourmet nata dall’idea di tre giovani imprendito emiliano romagnoli insieme a un maestro della cucina partenopea.

E così al via, sotto la conduzione di Alan Borsari, il talk del Brainstorming Lounge. Daniele Alberti, co-fondatore di Bakeka.it e partner della blasonata 500 Startups di Mountain View, California, è il primo a prendere la parola raccontando le origini del suo progetto che oggi da lavoro a cxentinaia di persone. Oggi come investitore, Daniele è impegnato nel supportare le idee altrui, se vincenti “l’imprenditore lavora sì per se stesso, per costruire una propria autonomia economica, ma il vero imprenditore non è solo questo. Chi costituisce un’azienda ha il compito di creare valore e di reinvestirlo. Sarebbe insensato immobilizzare la propria ricchezza e non essere d’aiuto per gli altri”.

Monito, quest’ultimo, raccolto da Federico Tonelli, da anni impegnato con Italian Angels for Growth a far decollare progetti e persone vincenti. Tonelli, notaio votato all’angel investing, parla di come non tutti i progetti sono uguali. Ad esempio investire su “app” è diventato difficile e rischioso: ne nascono di tutti i tipi e la loro capacità di creare un vantaggio conpetitivo è molto bassa e spesso necessita di grandi investimenti in marketing non essendoci alla base una tecnologia unica. Giuseppe De Maso-Gentile, ingegnere e ricercatore prima di diventare CEO di Tangis, parla invece del rapporto tra soci e dell’importanza di chiarire bene di tutti i co-fondatori prima dell’ingresso di grandi capitali in azienda e di come separare la vita privata da quella lavorativa: “fondare un’azienda è partecipare ad una grande sflida, lunga e piena di momenti difficili. Cercate di evitare di farlo con i vostri amici: i rapporti si potrebbero inclinare poiché sarà difficile mantenere separata la vita privata da quella lavorativa nella fase di avvio”.

Federico Thei, CEO di Elements con clienti in 9 nazioni racconta come per loro, un gruppo di Dottorandi, sia stato "naturale" iniziare dalle conferenze e vendere il loro prodotto altamente tecnologico iniziando appunto dal laboratori di ricerca internazionali. Le parole di Federico ci regalano un'altro esempio di "inizio" partendo da una nicchia ben specifica e conosciuta ai team di fondatori di Elements.

Con esperienze in giro per il mondo tra cui la Silicon Valley ma avendo deciso di fondare la loro azienda in Italia, il panel non poteva che lanciare un messaggio positivo sul nostro paese e condividere una visione globale. Marco Biasin – 24 anni e CEO di Fruttaweb.com con clienti in oltre 10 nazioni – spiega come la vera risorsa della Silicon Valley sia una cultura dell’investire molto diffusa. Ci sono molte più persone, angels, che decidono di destinare una parte delle proprie risorse per scommettere sui progetti altrui. Federico Tonelli aggiunge che una simile cultura sta arrivando anche da noi per valorizzare eccellenze uniche come quelle nel biomedicale della provincia di Modena. Secondo Marco Biasin, bisogna regionare in termini globali e andare dove c’è il mercato: “in Slovenia abbiamo trovato un mercato agroalimentare con margini di guardagno più alti rispetto ad altre parti d’Europa”.

La serata è terminata con i consueti pitch del pitch corner e un ringraziamento a TIM #Wcap per l’ospitalità e ricordando le opportunità della nuova call TIM #WCap 2016. A salire sul palco del Brainstorming Lounge sono stati Laurece Fox Hobber e Luca degli Esposti per ricevere feedback dal panel e dai presenti. Perché se è vero che sviluppare un solido progetto imprenditoriale è importante, accettare le critiche è fondamentale.

La frutta, anche la più esotica, cresce su internet. E’ Fruttaweb.

Marco Biasin - CEO Fruttaweb – è l’emblema del passaggio dall’azienda off-line a quella on-line. La storia di Fruttaweb, infatti, affonda le sue radici nell’azienda di famiglia di Marco, un ingrosso ortofrutticolo: “Ho pensato – racconta Biasin – perché limitarci ad accogliere in azienda i rivenditori, dovremmo andare noi a casa delle persone”. E’ così che Marco, Gaspare e Giacomo si ritrovano nel 2014 a discutere di questa idea imprenditoriale, la consegna di frutta fresca su tutto il territorio nazionale in 24 ore. Nasce Fruttaweb.com

Marco Biasin - CEO Fruttaweb -
Legato all’azienda di famiglia per la parte dello stoccaggio dei prodotti, Fruttaweb.com gestisce i propri canali di approvvigionamento autonomamente, e potremmo dire che lo fa piuttosto bene se pensiamo che oggi fornisce circa 9.000 utenti e 100.000 spedizioni all’anno. “Il 99% degli ordini provengono dal territorio italiano, soddisfiamo per la maggior parte clienti privati ma abbiamo anche un segmento di clientela legata a servizi ristorativi”. Il vantaggio competitivo di Fruttaweb sta nelle procedure ingegnerizzate dai sui fondatori permettono, in tempi rapidissimi la distribuzione di una gamma di più di 100 prodotti, incluso un vasto assortimento di frutta esotica difficilmente reperibile nei canali tradizionali. Ma è proprio sull’ 1% mercato estero che sono concentrate oggi le forze del team, deciso ad espandere la propria attività fuori dai confini nazionali puntando su  Regno Unito, Svizzera, e Austria.
Mentre parla, leggiamo tra le parole di Marco, 24 anni e una laurea in scienze politiche dall’Università di Bologna con un periodo in Irlanda e uno in USA, una visione globale del fare impresa, che va oltre i confini Italiani, puntando a raggiungere i clienti indipendentemente dove questi si trovano. Il 2015 è l’anno che Marco ricorda meglio: prima la vittoria all’acceleratore Best Entreprenerial Experience e poi la notizia di essere uno dei pochi selezionati per TVLP – Technology Venture Launch Program, il programma internazionale in imprenditorialità tecnologica della Silicon Valley. “ L’esperienza in California per noi è stata importante, ci ha consentito di fare networking ed entrare in contatto con modo di pensare con realtà molto interessante” – racconta Marco – “far partire una impresa in Italia non è poi così distante da quello che avviene in California, la fase di avvio è comune a tutti gli imprenditori, bisogna assumersi dei rischi, è la cultura degli investitori ad essere diversa: rischiano di più e mettono a disposizione capitali maggiori. Questa occasione di confronto è stata formativa, ha fatto maturare il nostro progetto imprenditoriale e abbiamo avuto l’occasione di instaurare relazioni che ancora oggi perdurano”. Una su tutte è stata quella con Massimo Giacchino, conosciuto durante TVLP e oggi CMO (Chief Marketing Officer) di Fruttaweb. 

Il futuro? Ne vedremo di tutti i colori, anzi di tutti i frutti!

TVLP Spring'16, il programma della Silicon Valley in imprenditorialità tecnologica. Si cercano 20 talenti da 3 continenti entro 20 maggio


Camminare per le strade di Menlo Park e Palo Alto significa vedere il futuro prima degli altri e respirare un’aria positiva come in nessun altro luogo. E’ il cuore della Silicon Valley, quella regione tra San Francisco e San Jose, che ogni giorno attira migliaia di menti brillanti in cerca del segreto per conquistare il mondo: il Silicon Valley Mindset. Si tratta di un modo di pensare, una metodologia, o addirittura un insieme di relazioni. A insegnarlo è il Technology Venture Launch Program (www.TVLP.co) che ora accetta candidati per l’edizione SPRING 2016.

Massimo 20 innovatori saranno selezionati da tre continenti e vivranno un’esperienza unica.It opens your mind. You start thinking more widely and dreaming” dice Valerie, alumna del Belgio. Come lei TVLP cerca imprenditori, ricercatori o manager, tra 21 e 53 anni, da Germania, Olanda, Francia, Spagna, Italia, Emirati Arabi, Ungheria, Ucraina, Pakistan, etc.

La metodologia proposta unisce una formazione di alto livello in imprenditorialità a incredibili opportunità di networking con investitori, imprenditori e consulenti della Silicon Valley insieme a incubatori, startup e grandi aziende.

Il programma è pensato per chi vuole creare una nuova “venture”: nuovo business, nuovo prodotto/servizio, o nuova applicazione di una tecnologia esistente. Può partecipare anche chi vuole entrare in nuovi mercati (grazie al venture capital e alla concentrazione in Silicon Valley di imprese da tutto il mondo) o chi è interessato a conoscere la cultura vincente e positiva della Silicon Valley. Si spazia dal software al food passando per la robotica. Ma attenzione: per partire serve un progetto imprenditoriale interessante per la Silicon Valley e fattibile nel paese di provenienza.

TVLP SPRING 2016
19 giugno - 6 luglio

max 20 posti per innovatori
età 22-53 anni
selezionati da Emirati Arabi, Belgio, Germania, Italia, Olanda, Spagna, Russia, Ungheria, Svizzera, Inghilterra, Ucraina

www.tvlp.co
Scadenza: 20 maggio 2016
Si tratta di 20 giorni di immersione totale (no pause; tutto il tempo è valorizzato) - TVLP si svolge in inglese con docenti americani che insegnano nelle più prestigiose università della Silicon Valley (Stanford, Berkeley, e Santa Clara), unendo conoscenze di business a nozioni di tecnologia. Le lezioni si basano su casi reali e la teoria è arricchita da esperienze vissute. Contribuiranno: investitori, imprenditori e consulenti. Il programma si compone di tre parti: teoria, pratica, ed eventi sociali. La parte pratica è un laboratorio per imparare a sviluppare un pitch (presentazione di un business plan) unito a mentoring personalizzato per migliorare il proprio progetto con l’aiuto di investitori e imprenditori “seriali”. Gli eventi sociali sono talk di investitori e imprenditori, eventi di networking e visite a incubatori, startup, o grandi aziende: tutto ciò che serve a creare relazioni con la Silicon Valley.

TVLP Spring 2016 dal 19 giugno al 6 luglio: il “Silicon Valley Mindset”, per diventare parte dell’ecosistema imprenditoriale per antonomasia. Partner e sostenitori per l’Italia di TVLP sono Istituto Italiano Imprenditorialità e BAIA la Business Association Italy America. Diversi aiuti per favorire la partecipazione dei migliori. In Italia 3 borse di studio per i più meritevoli ma con risorse limitate e borse per i team. I più fortunati sono gli innovatori Emiliano-Romagnoli: grazie ad ASTER, ben 3 Full Aid (copertura completa di tuition e alloggio).

Scadenza domanda 20 maggio. E' possibile partecipare alla selezione dal sito www.tvlp.co



Link utili:
Twitter: @svTVLP

Glass Up, l’occhiale smart che ha fatto interessare la California

Francesco Giartosio - CEO Glass Up - modenese che sviluppa occhiali innovativi. 
Francesco, con una laurea in Business Administration, e ventidue anni di esperienza nell’internal auditing in FIAT e Ducati, è quello che in Silicon Valley chiamerebbero un “imprenditore seriale”, cioè colui che per mestiere fonda imprese. Prima Conti Pronti, contabilità on line per professionisti e piccole imprese, e nel 2012 Glass Up.

Francesco Giartosio - CEO Glass Up -
Sono sempre stato incuriosito dal rapporto che lega l’uomo alle macchine e volevo progettare qualcosa che facilitasse le azioni giornaliere come leggere una e-mail o un messaggio di whatsapp, senza però la necessita di far ricorso a computer o smartphone, cioè con una interfaccia grafica di immediata consultazione, come appunto guardare attraverso le lenti degli occhiali”.

Glass Up è infatti un dispositivo intelligente e, nonostante fornisca le informazioni attraverso caratteri verdi che ricordano le grafiche dei primi computer, sono degli occhiali futuristici, capaci di proiettare sulle proprie lenti le informazioni provenienti da più dispositivi, ma anche conoscere i dettagli delle opere d’arte nei musei, leggere sottotitoli di film in lingua e monitorare le proprie funzioni vitali mentre si fa sport: il tutto a portata di vista, ma senza coprirla. Gianluigi Tregnani – oggi CTO dell’azienda – è una delle menti dietro la tecnologia di Glass Up e porta in azienda una lunga esperienza in fisica e nella realtà aumentata, sviluppata soprattutto in aeronautica.

L’avventura di Glass Up è una storia imprenditoriale emozionante, poiché fatta di impegno e grande determinazione. La società nasce dopo un anno di studi e ricerche sul prodotto, finanziate con risorse proprie. Nel 2013 è Google ad accorgersi di Glass Up, non tanto per la loro tecnologia ma piuttosto per l’utilizzo della parola “glass” nel marchio che lo rende così simile a quello dei Google Glass. Nasce così un contenzioso con il colosso di Mountain View il quale intima di rimuovere il temine “Glass” dal prodotto modenese. Ma, sorprendentemente, arriva anche una inaspettata notorietà: “molti giornali hanno parlato di noi e ciò ci ha aiutato ad attrarre capitali”. Nasce infatti una campagna di crowdfunding su Indiegogo che porta all’impresa modenese più di 100.000 dollari per sviluppare il prodotto.

“Visto il successo, abbiamo fatto ricorso ad una seconda campagna provando questa volta la piattaforma di equity crowdfunding inglese, Seedrs”. La campagna offre il del 20% della società, ma non si ottengono grande risultati, probabilmente, ci racconta Giartosio, “per via della non deducibilità fiscale dell’investimento e l’impossibilità di accesso allo strumento da parte di investitori americani, i più interessati al nostro prodotto”.
Ulteriori risorse arrivano da bandi, sia italiani che europei, per un totale di mezzo milione di euro. Le risorse sono servite ad arricchire il team, tra il 2015 e il 2016, e nuovi uffici generando ricadute positive sul territorio modenese in termini occupazionali.
Il prodotto, ci dice il CEO di Glass Up salutandoci, “sarà sul mercato a fine anno”.

Gli interessati potranno investire nel progetto grazie alla campagna di equity crowdfunding che sarà avviata il 17 maggio sulla piattaforma TipEquity.

Chissà che qualcuno oltre oceano voglia contribuire a far crescere questo pezzo di tecnologia “made in Italy” vedendo nella startup modenese un fonte di nuova energia per un settore, quello degli occhiali smart, che temporaneamente sembra vedere indecisione tra i colossi americani.

TIM lancia programma da 1,7 milioni di euro a sostegno delle migliori startup digitali

Oggi a Bologna è stata lanciata la Call 2016 di TIM #Wcap, il progetto di Open Innovation di TIM che quest’anno assegnerà 40 Grant d’impresa del valore di 40.000 euro e ulteriori 10.000 euro a ciascuna delle 10 startup che si distingueranno durante il periodo di accelerazione, per un totale di 1,7 milioni di euro. L'Istituto Italiano Imprenditorialità, partner di TIM #Wcap è felice di contribuire alla diffusione dell'iniziativa in Italia.

Quest’anno il progetto è rivolto in particolar modo a startup mature, pronte a proporsi direttamente come fornitori di soluzioni innovative del Gruppo Telecom Italia. I settori di maggiore interesse sono: payment, Internet of Things, industry 4.0, smart logistics, smart devices, security, big data, smart home e connected car, ma verranno valutate anche soluzioni originali in filoni inediti nel campo dell’innovazione.

A ciascuna delle 40 startup che saranno selezionate (32 all’inizio del programma, 8 durante l’anno), TIM #Wcap fornirà un grant d’impresa da 40.000 euro e l’accesso al percorso di accelerazione presso una delle 4 strutture presenti a Milano, Bologna, Roma e Catania, dove i team verranno guidati da tutor e mentor qualificati per il perfezionamento del proprio progetto dal punto di vista tecnico e di business.

“Bologna è la prima smartcity italiana e oggi si conferma una delle principali città su cui puntiamo per la diffusione dell’innovazione e dell’ imprenditorialità giovanile di successo – ha dichiarato Mario Di Mauro, direttore Strategy & Innovation di TIM - Fin dalla sua apertura nel 2014, l’acceleratore TIM #Wcap di Bologna ha contribuito a fare dell’Emilia Romagna la seconda regione italiana per numero di startup innovative. Nell’ultimo anno siamo riusciti a raddoppiare gli spazi dell’acceleratore portandoli a 1.800 mq, confermandone così la rilevanza strategica per il tessuto sociale della regione e per la crescita dell'economia digitale italiana in generale”.

Il percorso durerà un anno (3 mesi di accelerazione e 9 di mentorship e coworking), secondo quanto previsto dal programma del Digital Innovation Year, durante il quale le startup avranno diverse occasioni di presentare le proprie soluzioni alle linee di business aziendali, agli investitori esterni, agli stakeholder e ai partner. Il “Demo Day”, previsto dopo i primi tre mesi di accelerazione, sarà il primo momento importante di visibilità per le startup.

TIM #Wcap, inoltre, assegnerà ulteriori 10.000 euro e un mese di mentorship aggiuntivo a ciascuna delle 10 startup che si distingueranno durante il periodo di accelerazione.
Tutte le startup accelerate da TIM #Wcap stabiliranno fin da subito un rapporto con le business unit del Gruppo Telecom Italia perché rientreranno nel ‘basket innovazione’, un budget dedicato che ne costituisce un incentivo concreto all’acquisto e, tramite una procedura agevolata, verranno iscritte all’albo veloce che le certifica come fornitori.

Le startup interessate a candidarsi possono presentare il proprio progetto di business attraverso il sito www.wcap.tim.it entro il 30 maggio.


IOOOTA, dopo la Silicon Valley arrivano 450 mila euro per portare l'intelligenza quotidiana di Jarvis in casa e uffici. Così l’innovazione italiana cresce.

Nello slogan internazionale di IOOOTA - "Let your things speak" - è contenuta l'essenza della startup italiana nata a Bologna da 7 ragazzi, tutti di età compresa tra i 30 ed i 37 anni: Luca Degli Esposti, Roberto Pierpaoli, Riccardo Malatesta, Andrea Previati, Maurizio Pinotti, Alan Alberghini e Mirko Falavigna.

Luca Degli Esposti, CEO Iooota in Silicon Valley
La tecnologia che hanno creato permette infatti all'utente di gestire i dispositivi che lo circondano e di farli letteralmente parlare ed interagire tra loro. Questo semplifica la vita, rendendola più sicura e confortevole, ma anche “green” riducendo i consumi energetici. Il team di Iooota (www.iooota.it), capeggiato da Luca Degli Esposti, dopo vari premi raccolti in Italia e un’esperienza in Silicon Valley, annuncia oggi sul suo sito un importante primo investimento di 450 mila euro.

 Le risorse raccolte permetteranno di sviluppare Jarvis, un “robottino” per comandare la casa e l’ufficio in modo semplice e ovunque l’utente si trovi (dal letto o dall’altra parte del mondo). La tecnologia di Iooota permette anche di controllare i consumi e gestire la sicurezza dei propri spazi e quella delle persone care. Jarvis era ancora prototipo quando il Ceo di Iooota lo ha portato “in giro” per la Silicon Valley durante il Technology Venture Launch Program (TVLP). Oggi, grazie alla determinazione dei suoi fondatori, la startup italiana ha un prototipo che riesce a intervenire in tempo reale in situazioni che - per fretta o distrazione - possono capitare; ma anche fare cose molto più semplici, come regolare l’intensità dell’illuminazione, il comfort, l'accensione e lo spegnimento di dispositivi elettronici, persino in maniera automatica.

Prototipo Jarvis
Jarvis unisce e pilota un kit di dispositivi “intelligenti” già presenti sul mercato e che non necessitano di installatori specializzati per essere integrati nelle case e negli uffici. Tra questi ci sono sensori di temperatura e umidità, azionamenti di tapparelle e porte, lampadine intelligenti e la capacità di interagire con gli elettrodomestici. Nuovi servizi e il collegamento a nuovi oggetti sarà presto disponibile facendo crescere la presenza del Made in Italy nel settore del IoT (Internet delle Cose). Diversi partner commerciali sono interessati a distribuire Jarvis, tra questi le aziende multi-utility, per rilevare i consumi e aiutare gli utenti a risparmiare, ma anche banche e assicurazioni per proporre sconti a quei clienti che rendono la loro casa sicura con Jarvis. Iooota è associata a Italia Startup; Luca degli Esposti è Alumnus di Silicon Valley TVLP.


Fonte: Medium.com - https://medium.com/@IOOOTA/jarvis-l-intelligenza-quotidiana-presto-nelle-nostre-case-e-uffici-47eb952988b7#.d8gcjxe7m -

Prepararsi al prossimo Brainstorming Lounge: "networking tips for entrepreneurs"

Entrepreneurs have to network continuously. They need dozens of people in the journey to help them along. If you cannot master the art of networking you are significantly jeopardizing your chances of success.
But... how do you network? Where do you network? And what do you say to people when you finally meet them? These questions haunt many entrepreneurs.

Best practices:
  • Join local organizations that cater to professionals, entrepreneurs, bankers and lawyers; 
  • This can be from Toastmasters, tie.org, commonwealth club, rotary club, events hosted by local law firms or accounting firms: use Google to find such events! Look for events in your local listings, ask other entrepreneurs;
  • Make sure that you have a business card with you (can be just your name, email, phone number and a tagline on what you are doing or thinking of doing) - go to www.vistaprint.com and get one; 
  •  Have a rehearsed tagline on what you do and what is your "ask" -- e.g. say something like: "I am starting a business for mobile payments using text messaging and I am looking for a mentor who has deep knowledge of online payment systems". You notice that it is specific and short. You will have to practice it to be able to say it with conviction;
  • As you ask them about what they do they may ask about you as well. Write down what you heard from them and perhaps one thing they said on the back of their business card; 
  • Do not leave the networking event or the meeting unless you have collected at least five business cards (this will force you to have conversations with people on your left and on your right and some in between!).
Follow through:
  • Send a note - email is fine - a few days later that thanks them and say something about what you wrote on the back of their business card (perhaps send along an article of interest related to that topic or a comment). If your wrote "taking an Australia trip" then an article can about visiting Australia - something that they may find interesting. This is how you will stand apart from dozens of others who they met but nothing came from those people; 
  • A few days later ask to connect with them on your favorite social network (LinkedIn or Facebook);
  • Escalate this relationship if they respond back. Never ask for a direct favor but ask for advice;
  • Keep them updated every few weeks on how things are going with you. It is OK to include your "ask" in these emails. E.g. "I am now looking for a business development expert who knows customers in [fill in your domain]" or "I will be approaching angel investors next month. Please let me know if you recommend anyone in particular that I can speak with or you can introduce me to". 
Good Luck! 

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